# Stop alla Shrinkflation nei contratti B2B: come cambia il procurement Ho.Re.Ca. con il nuovo Decreto Trasparenza URL canonico: https://www.horecamedia.it/normativa/stop-alla-shrinkflation-nei-contratti-b2b-come-cambia-il-procurement-ho-re-ca-con-il-nuovo-decreto-trasparenza/ Versione LLM: https://www.horecamedia.it/llm/6197/stop-alla-shrinkflation-nei-contratti-b2b-come-cambia-il-procurement-ho-re-ca-con-il-nuovo-decreto-trasparenza/ Data di pubblicazione: 2 Agosto 2026 Data ISO: 2026-08-02T19:46:10+02:00 Fonte: Horecamedia.it Testata: Horecamedia.it Tipo contenuto: notizia giornalistica Sezione: Normativa Argomento: contratti b2b ## Sintesi Dal termine della moratoria europea di luglio 2026 scattano i nuovi obblighi sulla tracciabilità delle quantità confezionate lungo la filiera agroalimentare. Un’opportunità strategica per Food & Beverage Manager e ristoratori per tutelare la marginalità dei menu. Il contesto: la fine… ## Articolo _Dal termine della moratoria europea di luglio 2026 scattano i nuovi obblighi sulla tracciabilità delle quantità confezionate lungo la filiera agroalimentare. Un’opportunità strategica per Food & Beverage Manager e ristoratori per tutelare la marginalità dei menu._ ## Il contesto: la fine della tolleranza UE e l’entrata in vigore del provvedimento Il mese di **luglio 2026** segna uno spartiacque per gli approvvigionamenti del settore Ho.Re.Ca. Con la conclusione della moratoria comunitaria presso la Commissione Europea senza l’insorgere di obiezioni di incompatibilità con il mercato unico, è divenuto pienamente operativo in Italia il nuovo quadro normativo sulla **trasparenza delle quantità e dei prezzi di vendita al chilo/litro** (il cosiddetto _Decreto Anti-Shrinkflation_). La _shrinkflation_ — la pratica commerciale che prevede la riduzione del quantitativo di prodotto all’interno di una confezione mantenendo inalterato (o persino aumentando) il prezzo finale — non è più trattata come una semplice scelta di packaging, ma come un fattore di potenziale asimmetria informativa lungo l’intera catena del valore. Se finora l’attenzione dei media si è concentrata sul consumatore finale nella Grande Distribuzione Organizzata (GDO), l’impatto reale e profondo della norma si manifesta nel **procurement B2B per l’hotellerie, la ristorazione collettiva e i pubblici esercizi**. ## Che cosa cambia concretamente nei rapporti Fornitore-Locale Per chi gestisce le acquisti in un’azienda di ristorazione o ricettiva, l’entrata in vigore delle nuove disposizioni introduce tre elementi chiave di tutela e operatività: ### 1. Tracciabilità obbligatoria del costo unitario (€/kg e €/L) I distributori Food & Beverage e i grossisti (Cash & Carry e distributori specializzati) sono tenuti a evidenziare nei cataloghi B2B, nei portali e-commerce e nelle schede prodotto qualsiasi variazione sul formato unitario che comporti un incremento relativo del prezzo per unità di misura. ### 2. Trasparenza nel listino e nelle schede tecniche I produttori agroalimentari non potranno applicare modifiche di grammatura (es. la classica confezione di farina, burro o latticini ridotta dal 5% al 10%) senza un’adeguata segnalazione informativa destinata al compratore professionale. ### 3. Rendicontazione e controllo dei costi ricetta (Food Cost) Per i Food & Beverage Manager e i Clienti Ho.Re.Ca., l’integrazione di questi dati trasparenti nei software di gestione magazzino gestisce una criticità storica: le **variazioni “invisibili” di grammatura** che sfasano la resa dei piatti e la scheda costo (_recipe card_). ## Le fonti ufficiali e le norme di riferimento A garanzia della correttezza istituzionale dell’analisi, il quadro di riferimento legale ed economico si articola su fonti primarie di livello nazionale ed europeo: - **Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT):** In conformità alle direttive sulla tutela del mercato e della concorrenza, le linee guida sull’obbligo di trasparenza nei prezzi e nelle quantità specificano le modalità di esposizione dei dati sia sulle vendite fisiche sia sui canali di e-commerce B2B. - **Direttiva UE 2019/2161 (Direttiva Omnibus):** Il quadro normativo europeo in materia di protezione dei consumatori e trasparenza delle pratiche commerciali scorrette, a cui il provvedimento italiano si aggancia per garantire la correttezza delle transazioni commerciali nell’UE. - **Federalimentare e FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi):** I report di categoria evidenziano come la stabilità e la chiarezza dei costi di materia prima rappresentino la prima leva di difesa dei margini operativi lordi (MOL) per le imprese della ristorazione, in un periodo segnato da costi energetici e del lavoro in costante assestamento. ## Il parere dell’Esperto: come riorganizzare il magazzino > _“Per anni la riduzioni ingiustificate di grammature nei formati professionali hanno rappresentato un nemico silenzioso per la gestione del Food Cost,”_ spiega **Marco Varisco**, Consultant ed Esperto di Ingegneria del Menu per la Ristorazione Catena. _“Se una latta di pomodoro o un panetto di mozzarella da cucina perdono 50 grammi mantenendo lo stesso prezzo, il margine del singolo piatto viene intaccato senza che lo chef se ne accorga subito. La nuova trasparenza normativa sposta l’asse della forza contrattuale di nuovo in mano al compratore Ho.Re.Ca.”_ ## Checklist operativa per F&B Manager e Ristoratori Per adeguarsi al nuovo scenario post-luglio 2026 e sfruttare al meglio la norma, **HorecaMedia.it** consiglia di adottare subito 4 azioni pratiche: 1. **Richiedere l’aggiornamento dei file listino:** Verificare che il proprio distributore F&B fornisca listini digitali con l’indicazione del valore netto al kg/litro e non solo al collo o al pezzo. 2. **Aggiornare i parametri del software gestionale:** Inserire nei moduli di carico magazzino l’unità di misura reale (peso/volume) e non l’unità “confezione”, per intercettare subito eventuali modifiche del fornitore. 3. **Ricalibrare le schede ricetta:** Effettuare un audit su i 20 ingredienti principali che incidono maggiormente sul Food Cost e verificare se ci sono state variazioni di confezionamento negli ultimi mesi. 4. **Inserire clausole di trasparenza nei contratti quadro:** Per le strutture alberghiere e le catene, prevedere nei contratti annuali di fornitura l’obbligo di preavviso scritto (almeno 30 giorni) per qualsiasi cambio di formato o grammatura. _© Riproduzione riservata – HorecaMedia.it_ ## Link editoriali - Sezione Normativa: https://www.horecamedia.it/normativa/ - Argomento contratti b2b: https://www.horecamedia.it/tag/contratti-b2b/