Nel mondo dell’hotellerie e della ristorazione di alto livello, il marmo non è mai stato soltanto un materiale: è un linguaggio. Evoca permanenza, raffinatezza, cura del dettaglio. È la superficie dei banconi dei grandi bar storici, delle hall degli hotel iconici, dei bagni delle suite che si ricordano per sempre. Ma cosa succede quando quel linguaggio inizia a parlare con un accento nuovo?
È la domanda che si pone Veins of Blue, la collezione firmata dall’architetto e designer Claudio Larcher per Odone Angelo, presentata alla Milano Design Week 2026 presso Palazzo Litta, nell’ambito della mostra MoscaPartners Variations (21-26 aprile).
Una risposta elegante e coraggiosa, che arriva da un’azienda — Odone Angelo, attiva nel settore dei marmi, pietre naturali e graniti dal 1950 — che il mondo del contract di lusso lo conosce bene, avendolo servito per decenni nel settore edilizio, navale e dell’arredamento.
Il concept è tanto semplice quanto dirompente: inserti in laminato stampato vengono integrati nelle superfici marmoree, generando “vene” artificiali che ridefiniscono l’estetica dell’oggetto senza tradirne l’anima. Il risultato non è uno strappo con la tradizione, ma una sua evoluzione naturale. Per i progettisti e gli interior designer che lavorano su hotel, ristoranti e lounge di lusso, questo significa una cosa concreta: la possibilità di declinare il marmo in chiave contemporanea, con un vocabolario formale inedito, mantenendo tutta la qualità materica che il segmento premium richiede.
La collezione Veins of Blue comprende complementi d’arredo che oscillano tra il funzionale e lo scultoreo — alcuni realizzati con scarti di produzione del marmo, a testimoniare una sensibilità verso il riuso che oggi il mercato hospitality di fascia alta sa riconoscere e valorizzare.
Ogni pezzo è pensato come elemento di un sistema coerente: non oggetti isolati, ma componenti di un racconto d’ambiente. Esattamente la logica su cui si costruisce un progetto di interior contract di qualità.
La partnership con Abet Laminati aggiunge un ulteriore livello di interesse: due eccellenze manifatturiere italiane che dialogano, producendo qualcosa che nessuna delle due avrebbe potuto realizzare da sola. Un modello di collaborazione che il mondo dell’hotellerie conosce bene — e che apprezza, perché garantisce filiera, tracciabilità e identità.

Per chi progetta spazi F&B, spa, aree comuni di hotel o residenze private di lusso, Veins of Blue offre una direzione di ricerca concreta: il marmo non come citazione storica, ma come materiale vivo, capace di sorprendere ancora. In un mercato dove la differenziazione estetica è sempre più determinante nella scelta di una struttura rispetto a un’altra, poter contare su superfici che raccontano una storia di innovazione è un vantaggio competitivo reale.
La mostra è visitabile presso Palazzo Litta, Corso Magenta 24, Milano, dal 21 al 25 aprile (10:00–20:00) e il 26 aprile (10:00–18:00). Un appuntamento che gli operatori del settore hospitality e contract non dovrebbero lasciarsi sfuggire.
