Per anni, la strategia di comunicazione della maggior parte delle strutture ricettive ha seguito un copione lineare e un po’ pigro: raccogliere l’email di chi effettua la prenotazione, inserire l’indirizzo in un database, inviare newsletter generiche prima dell’estate o nei periodi di bassa stagione e sperare che le OTA (le agenzie di viaggio online come Booking o Expedia) non cannibalizzassero del tutto la relazione con l’ospite.