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Dispensa Ho.Re.Ca.: scatta il divieto UE del BPA nelle lattine. Come cambiano le conserve per la ristorazione

Il mondo della ristorazione e della distribuzione alimentare si appresta a vivere una svolta epocale sul fronte del packaging.

Entra nel vivo l’applicazione del nuovo quadro normativo europeo che mette al bando il Bisfenolo A (BPA) dai materiali a contatto con gli alimenti.

Una misura che impatta direttamente sulla “dispensa dry” del canale Horeca, dalle conserve di pomodoro ai legumi, fino al comparto beverage.

Ecco cosa cambia concretamente per distributori, grossisti e ristoratori e come gestire la transizione nei magazzini.

Il quadro normativo: la scadenza del 20 luglio

La Commissione Europea ha tracciato una linea netta per eliminare il BPA – sostanza chimica storicamente utilizzata per produrre resine epossidiche di rivestimento interno per lattine e tappi, ma classificata come interferente endocrino.

La data chiave da segnare in agenda è il 20 luglio. Da questo momento scatta il divieto assoluto di immettere sul mercato dell’Unione Europea imballaggi alimentari contenenti BPA, sebbene con un cronoprogramma differenziato per settori per evitare shock di forniture:

  • Beverage e Soft Drinks: Le lattine di bibite, birre e bevande analcoliche devono adeguarsi immediatamente.
  • Conserve e Ortofrutta (Grandi formati Horeca): Per i prodotti ortofrutticoli e ittici la normativa concede una deroga temporanea per la produzione dei contenitori, ma la transizione industriale è già a pieno regime.
  • Smaltimento scorte: Per i prodotti regolarmente immessi sul mercato prima della scadenza, è previsto un periodo di tolleranza di 12 mesi per consentire l’esaurimento delle scorte nei magazzini di distributori e ristoranti.

Come cambia la dispensa Horeca: l’era del BPA-Free

I grandi produttori di conserve e semilavorati in banda stagnata destinati alla ristorazione (salse, pelati, vegetali da fusto, ecc.) hanno già avviato la riconversione delle linee. Le vecchie vernici epossidiche vengono sostituite da nuove soluzioni tecnologiche, principalmente resine poliesteri o acriliche di nuova generazione.

Per il ristoratore e il buyer Horeca, questo cambiamento comporta due riflessi immediati:

  1. Verifica delle etichette e delle schede tecniche: Diventa fondamentale richiedere ai fornitori la certificazione BPA-Free o l’attestazione di conformità alle nuove linee guida UE.
  2. Valutazione delle shelf-life: I nuovi rivestimenti interni sono ampiamente testati, ma le aziende produttrici stanno rimodulando i test di stabilità acida (specie per prodotti ad alta acidità come il pomodoro), il che potrebbe portare a leggere variazioni nei tempi di conservazione consigliati.

Guida pratica per i ristoratori: cosa fare subito

Per evitare sanzioni e gestire la dispensa in modo efficiente durante i prossimi controlli igienico-sanitari, i gestori sono chiamati a una corretta pianificazione:

  • Applicare rigidamente il FIFO (First In, First Out): È prioritario far ruotare e consumare prima le vecchie lattine ancora presenti in magazzino per non rischiare di superare la finestra dei 12 mesi di tolleranza.
  • Verificare i lotti di acquisto: Da fine luglio in poi, assicurarsi che le nuove merci in entrata dai distributori siano già conformi ai nuovi standard produttivi.
  • Aggiornare il piano HACCP: Includere la verifica della conformità del packaging tra le procedure di controllo al ricevimento merce.

Nota per i distributori: Il ruolo dei grossisti sarà cruciale nel fare da “filtro” e informare capillarmente la ristorazione, garantendo una transizione fluida che non interrompa la catena di approvvigionamento dei prodotti base della cucina italiana.

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